In onore di tutti coloro che non vedono l'ora di rotolarsi in questa palta grigiastra che insozza le strade torinesi "perchè la neve è bbelllla e mette tanta tanta allegriiiaaaaa", ecco un video del genio Frank Zappa con un consiglio che ritengo molto utile. Signori e signore, ricordate mentre vi rincoglionite fra pupazzi e palle di neve, non mangiate la neve gialla!!!!
La musica della seconda metà del ventesimo secolo ha avuto tanti buoni interpreti e creativi, ma un solo genio: Frank Zappa. Ottantuno album in poco più di vent'anni di carriera, talent scout di musicisti allucinanti quali Terry Bozzio, Warren Cuccurullo, Steve Vai, Mike Keneally, libero pensatore, ostile a qualsiasi forma di censura (ha fatto perfino un album con un suo intervento contro la censura al Congresso degli Stati Uniti: Frank Zappa meets the mothers of prevention) ha scritto musica che ancora oggi suona avanti, modernissima, scritta "domani". Girando per la rete ho trovato un video di un suo pezzo (tratto dal primo concerto in memoria, quello che si può trovare nell'album Zappa's Universe) suonato e cantato da Mike Keneally, Steve Vai e Dweezil Zappa, figlio di Frank e valentissimo chitarrista.
Ci sono dischi semplicemente perfetti. Sono quelli che non ti stancheresti mai di riascoltare, che ricanti dalla prima all'ultima nota ogni volta che li metti su, e, soprattutto, che non invecchiano mai. Ognuno ha i suoi, per me sono "Hot Rats" di Frank Zappa, "Heaven and Hell" dei Black Sabbath, "Passion and Warfare" di Steve Vai, "Surfin' with the Alien" di Joe Satriani, "Couldn't Stand the Weather" di Stevie Ray Vaughan, "Heavy Weather" dei Weather Report, "2020 Speedball" dei Timoria, "Mantra" dei Ritmo Tribale, "Mlah" dei Negresses Vertes e, ultimo per ordine ma non per importanza, "Operation Mindcrime" dei grandi Queensryche. Originari di Seattle, grandi innovatori del Metal ben prima dell'arrivo dei concittadini Nirvana, Stone Temple Pilots e Alice in Chain (che si muovevano in direzioni antitetiche alla loro), questo quintetto, in tempi assolutamente non sospetti (nel 1988, ben prima della caduta del muro di Berlino e del crollo dell'URSS), sforna un disco dove parla di servizi segreti deviati, di animi corrotti, della morte dei sentimenti, del controllo dell'informazione e del pericolo del qualunquismo. Suoni di una pulizia sopraffina, riff e soli mai banali ma che al contempo ti rimangono in testa fin dal primo ascolto (grazie all'abilità compositiva del grande chitarrista Chris De Garmo), testi profondi e impegnati scritti dal cantante Geoff Tate che poi li interpreta con perizia, forte di un'estensione vocale impressionante (la prima volta che ho sentito "Spreading the Desease" sono rimasto a bocca aperta dato che Geoff canta con toni che vanno dal baritono al controtenore), questo album ti trascina senza cadute di tono dal primo secondo all'ultimo, raccontandoti la storia di Nikki, qualunquista contestatore come tanti se ne incontrano che, corrotto dal malvagio Dottor X, si inabissa in una spirale di follia e omicidio fino alla catastrofe finale. Non c'è dio, solo le cifre stampigliate sulla carta di credito, non c'è amore, solo violenza e possesso, anche Sister Mary, per cui Nikki pare provare qualche sentimento, è una spacciatrice di droga, alla fine nessuno si salverà e Nikki finirà pazzo intrappolato in una cella di manicomio, perseguitato per sempre dal ricordo degli orrori visti e commessi. L'anno scorso i Queensryche hanno dato alle stampe "Operation Mindcrime II", che, pur essendo inferiore a livello compositivo, completa e aggiorna la storia, senza aggiungere alcun lieto fine: la situazione è cambiata, ma in peggio e la speranza è sempre assente.
"And I raise my head and stare into the eyes of a stranger. I always known that the mirror never lies. People always turn away from the eyes of a stranger, afraid to know what lies behind the stare"
Qui sotto, il video di "Eyes of a stranger", tratto da youtube: